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Il nome Fosdinovo deriva da Fauce Nova, ovvero "nuovo passo", e compare per la prima volta in un documento dell'XI secolo: era appunto un nuovo valico che collegava la zona costiera con le valli più interne della Lunigiana.
Negli atti della pace di Castelnuovo del 1306, di cui fu protagonista Dante Alighieri, si cita la famiglia "de la Musca" come domini di Fauce Nova. Il possesso e i diritti sul borgo passano nel 1340 a Spinetta Malaspina il Grande, che ne amplia forse il castello, ancora oggi di proprietà dei discendenti del Casato.
Tra la fine del XV e il XVIII secolo, sotto il dominio dei Malaspina, il borgo vive un periodo di fioritura e una notevole crescita demografica, superando i 1500 abitanti all'interno delle mura. I Malaspina ne fanno una civitas imperialis e dotano il borgo di monumenti e chiese (oratorio dei Bianchi e dei Rossi, chiesa parrocchiale di San Remigio, palazzo all'interno del castello Malaspina).
Nei secoli XIX e XX il territorio ha un'economia piuttosto povera, basata soprattutto sull'agricoltura e sull'allevamento, con una relativa maggiore ricchezza solamente nel centro abitato. Il successivo sviluppo si è basato sulla crescita del settore turistico, favorito dal paesaggio e dal clima mite e in seguito anche dai monumenti e dalla tradizioni culturali, oltre che dall'agricoltura di qualità (principalmente con la produzione di vino ed olio).
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