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Le prime tracce di Lerici nella storia risalgono all'epoca etrusca, quando con tutta probabilità fu insediato un primo loro villaggio. Nel tempo la particolare posizione fece di Lerici un porto naturale, prima per i Liguri, poi per i Romani.
Nel medioevo la baia servì come approdo e scalo, prima per la famiglia degli Obertenghi e poi per i Malaspina. Ma è con la repubblica marinara di Genova che Lerici cominciò ad assumere un ruolo più importante. Dopo aver acquistato Porto Venere e averne fatto una base per controllare il golfo spezzino, Genova venne in possesso di Lerici, negoziando con i signori di Vezzano e di Arcola, che erano i feudatari della località.
Già dalla fine del 1200 le Repubbliche Marinare di Genova e di Pisa si contesero questo borgo di strategica posizione per il loro dominio sul mare. Dopo un breve periodo di dominazione pisana, furono i genovesi ad avere la meglio e a riconquistare il borgo nel 1254.
Agli albori del XIV secolo il passaggio di Dante Alighieri, pur non storicamente documentato come nel caso di Sarzana e Castelnuovo Magra, è sostenuto da molti studiosi in forza della potente citazione del Canto III del Purgatorio.
Anche Lerici fu teatro degli scontri che opposero nei primi decenni del '300 i Ghibellini e i Guelfi, i quali per ben due volte distrussero il paese, senza riuscire ad espugnare il castello. Successivamente francesi, fiorentini, fragonesi ed i visconti di Milano si alternarono nel dominio del borgo che nel 1479 tornò definitivamente sotto il controllo di Genova
Con il passare dei secoli Lerici perse la sua importanza politica e militare trasformandosi in un centro di scambi commerciali e marittimi. Svanite con gli inizi del 900 anche gran parte delle sue funzioni di scalo mercantile, il borgo divenne luogo ideale di soggiorno e vacanza, come ricordano i famosi poeti e scrittori che in queste zone hanno trascorso indimenticabili momenti.
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